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Opere d'Arte in vendita di Marcello Lo Giudice
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(Italia, 1957)   Views: 2

MARCELLO LO GIUDICE Taormina 1957

Conseguita la Laurea in Geologia presso l'Università di Bologna, passa all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove insegnano tre grandi protagonisti della pittura italiana quali Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso e Virgilio Guidi.

Dopo una breve esperienza nel campo del Concettuale negli anni '70 -durante la quale utilizza tracce di cera, fragole, fumo e bruciature su carta- inizia un'attenta ricerca che lo porterà a sviluppare una pittura in cui l'energia della luce ed il metamorfismo della materia si fondono per creare remoti paesaggi geologici, come la descrisse il critico francese Pierre Restany.

Dal 1989, infatti, Lo Giudice porta avanti una ricerca molto personale tramite la creazione dei suoi Totem: materassi squarciati, svuotati, ustionati e successivamente dipinti con strati di colore (pigmenti e smalti) abbondanti e monocromatici; Queste opere simboleggiano l'orrore della guerra, a parziale ricordo di un'immagine televisiva riguardante l'erroneo bombardamento di un'abitazione civile durante la prima Guerra del Golfo: macerie, corpi dilaniati ed oggetti d'uso quotidiano quali, per l'appunto, materassi bruciati.

Nati dalla testimonianza di questi avvenimenti, i Totem si pongono come emblema di tali violenze e al contempo recuperano la loro primigenia funzione “religiosa” di mezzo di esorcismo e protezione.

Questa tipologia di opera dal 2000 si arricchisce Continua a leggere ...

MARCELLO LO GIUDICE Taormina 1957

Conseguita la Laurea in Geologia presso l'Università di Bologna, passa all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove insegnano tre grandi protagonisti della pittura italiana quali Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso e Virgilio Guidi.

Dopo una breve esperienza nel campo del Concettuale negli anni '70 -durante la quale utilizza tracce di cera, fragole, fumo e bruciature su carta- inizia un'attenta ricerca che lo porterà a sviluppare una pittura in cui l'energia della luce ed il metamorfismo della materia si fondono per creare remoti paesaggi geologici, come la descrisse il critico francese Pierre Restany.

Dal 1989, infatti, Lo Giudice porta avanti una ricerca molto personale tramite la creazione dei suoi Totem: materassi squarciati, svuotati, ustionati e successivamente dipinti con strati di colore (pigmenti e smalti) abbondanti e monocromatici; Queste opere simboleggiano l'orrore della guerra, a parziale ricordo di un'immagine televisiva riguardante l'erroneo bombardamento di un'abitazione civile durante la prima Guerra del Golfo: macerie, corpi dilaniati ed oggetti d'uso quotidiano quali, per l'appunto, materassi bruciati.

Nati dalla testimonianza di questi avvenimenti, i Totem si pongono come emblema di tali violenze e al contempo recuperano la loro primigenia funzione “religiosa” di mezzo di esorcismo e protezione.

Questa tipologia di opera dal 2000 si arricchisce ed evolve, incorporando una serie di farfalle realizzate in ceramica di Albisola: la bellezza che si posa sulla violenza e sulla guerra.┬ö Infatti, se durante il percorso creativo che porta ai Totem Lo Giudice si avventa sui materassi, sventrandoli, bruciandoli ed infine riempendoli di materia, per quanto concerne le opere denominate Dalla Primavera del Botticelli questi oggetti del nostro quotidiano subiscono undifferente trattamento: le Primavere partono dalla sola rete del materasso, come se si trattasse di una raggiunta consapevolezza di ciò che è stato, una base su cui ripartire, ripulita dalla negatività, finendo per ospitare miriadi di farfalle colorate: un simbolo universalmente riconosciuto come emblematico della primavera, della rinascita, dell'evoluzione.

Così si rinnova l'esperienza di un'arte che non esplica solamente una funzione estetica e trascendentale, ma che rimane permeata dello spirito terrestre e concreto da cui prende vita, per meglio assolvere al suo compito di medium culturale tra artista e pubblico, tra la storia e la sua interpretazione, tra il sogno e la speranza.

Nel Giugno 2011 l'artista è stato invitato a partecipare, alla 54ma Biennale di Venezia per il Padiglione Italia - Corderie dell'Arsenale

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