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Opere d'Arte in vendita di Roberto Coda Zabetta
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(Italia, 1975)   Views: 2

ROBERTO CODA ZABETTA nasce a Biella il 22 gennaio del 1975.
Coda Zabetta frequenta inizialmente l’Istituto Tecnico Sperimentale, per poi completare gli studi presso l’Istituto d’Arte di Roma. Nel 1995, un anno prima di entrare all’Accademia di Brera, conosce l’artista Aldo Mondino e dal 1995 al 2000 è assistente di studio. Nello stesso studio di Mondino si formano con lui altri giovani artisti, oggi noti nel panorama dell’arte contemporanea italiana, come Federico Guida e Dany Vescovi. Dal 1997 inizia a partecipare a mostre ed ad alcuni concorsi per giovani artisti, sia in Italia che all’estero. Nel 1998, in una notte d’estate, scompare tragicamente il fratello Stefano e Roberto Coda Zabetta decide di partire per il Marocco. In questa occasione inizia a dipingere i volti. In seguito vivrà lunghi periodi a New York e poi a Berlino e il suo lavoro si concentra sempre di più sul carattere e sull’azione. IDENTITA ANONIME (2000) è il suo primo catalogo, dedicato ai bambini morti nel genocidio in Ruanda. Nel 2000 apre il suo studio a Milano e inizia una serie di lavori per lui molto importanti.
Vengono pubblicati: IN CODA (2003), PPP e COLORS (entrambi 2004).  Seguono mostre personali e partecipazioni a mostre collettive e spazi pubblici Continua a leggere ...

ROBERTO CODA ZABETTA nasce a Biella il 22 gennaio del 1975.
Coda Zabetta frequenta inizialmente l’Istituto Tecnico Sperimentale, per poi completare gli studi presso l’Istituto d’Arte di Roma. Nel 1995, un anno prima di entrare all’Accademia di Brera, conosce l’artista Aldo Mondino e dal 1995 al 2000 è assistente di studio. Nello stesso studio di Mondino si formano con lui altri giovani artisti, oggi noti nel panorama dell’arte contemporanea italiana, come Federico Guida e Dany Vescovi. Dal 1997 inizia a partecipare a mostre ed ad alcuni concorsi per giovani artisti, sia in Italia che all’estero. Nel 1998, in una notte d’estate, scompare tragicamente il fratello Stefano e Roberto Coda Zabetta decide di partire per il Marocco. In questa occasione inizia a dipingere i volti. In seguito vivrà lunghi periodi a New York e poi a Berlino e il suo lavoro si concentra sempre di più sul carattere e sull’azione. IDENTITA ANONIME (2000) è il suo primo catalogo, dedicato ai bambini morti nel genocidio in Ruanda. Nel 2000 apre il suo studio a Milano e inizia una serie di lavori per lui molto importanti.
Vengono pubblicati: IN CODA (2003), PPP e COLORS (entrambi 2004).  Seguono mostre personali e partecipazioni a mostre collettive e spazi pubblici e privati, da cui scaturisce un forte movimento di critica attorno al suo lavoro. Si comincia a leggere di lui su riviste specializzate e cataloghi d’arte, con testi di Luca Beatrice, Maurizio Sciaccaluga, Aldo Busi, Alberto Fiz, Marina Mojana e altri, per giungere a definizioni fra le più complesse e contraddittorie sul suo lavoro: chi vede il dolore, la rabbia, la paura, il disagio o chi ancora la provocazione, il sogno, l’inconscio.
Dopo diverse mostre personali e partecipazioni a mostre collettive in spazi pubblici e privati, il 2006 è l'anno della grande mostra a Roma al Teatro India, all'interno del quale Coda Zabetta presenta sei enormi lavori su tela racchiusi in monumentali assi di legno ed una serie di opere su carta.
Trasferitosi  a Londra nel 2005, Coda Zabetta è stato invitato al "BP Portrait Award 2006" presso la National Portrait Gallery di Londra. Con "KOI and TRINACRIA", Coda Zabetta insieme Filippo Sciascia inaugura alla Indonesian National Gallery di Giakarta una nuova fase del suo percorso artistico caratterizzata dall'incontro con la cultura e l'iconografia del sud-est asiatico.
La sua mania di ricerca dell’embrione e la sua voglia continua a viaggiare lo portano in molti luoghi diversi, fra cui l’Africa, l’India, il Nord Europa e gli Stati Uniti. Attualmente vive e lavora a Milano e Londra.

Nel 2018 Roberto Coda Zabetta ha partecipato alla Triennale di Milano. 

Ultimamente impegnato nel progetto "Cantieri". Scenografico intervento a Napoli "Cantiere 1/Terrazzo: Napoli" sul tetto del complesso seicentesco della SS. Trinità delle Monache (oggi in disuso), durato 10 mesi e sul quale è stato fatto un documentario. E' stato inaugurato il 2 giugno "Cantiere 2 / Harbour", una grande opera pubblica sul molo di Portivy. Per realizzarla l’artista ha trasferito il suo studio in Bretagna, dove ha vissuto per quasi un mese a stretto contatto con la comunità locale. Un progetto alla cui base vi è un rapporto di reciproca implicazione tra pittura, architettura e natura.

Diceva di lui Aldo Mondino: "... Roberto appariva ai miei occhi come una carta assorbente, che ogni giorno andava arricchendosi di tracce, di segni, di mezze parole, che si sovrapponevano fino a oscurare la bianca superfice iniziale. Quando la carta assorbente si saturò anche noi ci siamo salutati, tenendoci comunque sempre in contatto; ero informato dei suoi viaggi, il suo sognato Marocco attravero il mio racconto e i miei quadri, un lungo soggiorno americano, la recente mostra di Monaco. Anche i suoi quadri sono perlopiù neri, proprio come delle carte assorbenti, caricate di storie e di ricordi". Tratto dal Catalogo "Mondino and Friends".

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