Frasca' Nato

(Italy, 1931 - 2006)
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Frasca' Nato

(Italy, 1931 - 2006)
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NATO FRASCA' Roma 1931 - 2006

Compiuti gli studi classici, si iscrive alla Facoltà di Architettura che lascerà dopo tre anni per dedicarsi completamente alla pittura nel 1950. Nel 1955 vince la borsa di studio del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e frequenta contemporaneamente l’Università delle Scienze Sociali Pro Deo (oggi LUISS). Nel 1961 vince la borsa del Governo Francese per un artista italiano e si trasferisce a Parigi dove frequenterà i corsi di incisione dell’Atelier 17 di W. S. Hayter, entrando in contatto, fra gli altri, con Giacometti, Magnelli, Fautrier, Hartung, César, Arman e Calder. Nel 1962 rientra a Roma, dove promuove la fondazione del Gruppo 1 – che si colloca tra i principali gruppi europei di ricerca degli anni Sessanta – insieme a Santoro, Pace, Carrino, Uncini e Biggi. In esso avrà un ruolo determinante per la formulazione teorica, la redazione dei manifesti e quale animatore. Dal 1962 al 1967, esporrà con il Gruppo nelle principali manifestazioni artistiche nazionali ed internazionali. L’attività parallela dal 1957, di scenografo e arredatore e la stretta collaborazione con i maggiori registi italiani (Antonioni, Visconti, Bolognini, Dino e Nelo Risi ) dal 1961 al 1969 favoriscono l’elaborazione del suo primo film d’artista: “Kappa” (’65), cui seguiranno, nel 1978 “Soglie” e nel 1980 “Identikit”. L’esperienza di collaborazione come regista con la televisione italiana, tra il 1967 e il 1970, completa il quadro di un’apertura delle arti performative, che ha un peso strategico nell’economia del suo complesso universo artistico. Mentre la sua vicenda di artista è al pieno, inizia nel 1965 anche la sua attività pedagogica che ad essa si lega inscindibilmente; G.C. Argan lo chiama a dividere con lui la Cattedra di Esercitazioni Visive per la fondazione dell’Istituto Superiore di Industrie Artistiche (ISIA) e nel 1975 sarà nominato per chiara fama alla Cattedra di Teoria della Percezione e Psicologia della Forma dell’Accademia di Belle Arti di Carrara , poi a quella di Roma, dove ha insegnato sino al 1998. Dal 1964 al 1982, la ricerca sulla percezione si dilata progressivamente in direzione dell’ambiente, prima con la creazione di forme e strutture che segnano l’uscita dal cubo spaziale ( Modulari Cubici e Gabbia Cubica del 1964/65 e, in seguito, gli Strutturali Varianti del ’66 e il Rebis del 1967), poi con la costruzione di veri e propri “Ambienti” (Ambiente Prospettico Polivalente, 1971 e 1974) che integrano la dimensione fisica a quella visivo- mentale; in seguito, con un percorso a ritroso che mette a fuoco sempre più distintamente la componente immaginativo-onirica che è all’origine della sua ricerca, con una riscoperta del mito, del gioco autoironico, che induce la produzione di oggetti e pitture, dotati di nuova corporeità e azioni e performances dello stesso artista, che testimoniano dell’acquisizione di una diversa consapevolezza e di nuovi orizzonti operativi. Dal 1982 Frascà sviluppa un nuovo orientamento: lo studio degli aspetti psicologici che danno vita all’Icona (psiconologia), che applica anche alla storia dell’arte, ed in parallelo, l’analisi dello “Scarabocchio” degli adulti da cui risale alla condizione prenatale, che pratica grazie ad un apposito laboratorio d’indagine e di terapia. Nel 1983, il presidente della Società Psicoanalitica Italiana, Franco Fornari, direttore dell’Istituto di Psicologia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Milano e noto saggista, lo invita a presentare ufficialmente i risultati della sua ricerca “psiconologica” al I Convegno Internazionale “Psicoanalisi-Arte- Persona” (Milano), dove anche Cesare Musatti e Davide Lopez gli esprimeranno grande apprezzamento ed interesse per la nuova metodologia di analisi caratteriale messa a punto. Invitato a collaborare con i gruppi dell’International Society for the Study of Prenatal Psycology (ISSPP), nell’ ’85, tiene contemporaneamente conferenze, corsi e seminari presso l’Istituto di Psicoterapia Analitica e Sophia University of Rome (IPA-SUR), presso la Comunità Mayeusis di Capena, lavorando con casi di tossicodipendenza e malattie mentali, in cui raggiunge risultati di notevole interesse. Dall’ ’87 fa parte del direttivo della Società Internazionale di Antropologia del Prenatale di Roma (S.I.A.P.). Invitato dall’epistemologo Ervin Laszlo a far parte del Club of Budapest come Creative Member è, inoltre, nominato Consultor Member della Global Cooperation for the Better World e collaboratore dell’International Committee<

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