091 Art Project | Perchè l'Arte Contemporanea come investimento?

Perchè l'Arte Contemporanea come investimento?

by Admin

Creato il 01/04/2020
Perchè l'Arte Contemporanea come investimento?

In questo periodo di crisi generale, tra mercati finanziari poco stabili che arrecano ingenti perdite agli investitori; incertezze dei Governi in balia dei mercati, con difficoltà a gestire la crisi interna e che, tra i vari problemi potrebbero avere quello della liquidità, di conseguenza, se lo riterranno necessario, potrebbero far ricorso al "prelievo forzato" (la cosi detta patrimoniale, già utilizzata nel 1992 dal governo Amato) .

Gli investitori ed i piccoli risparmiatori sono alla ricerca di metodi alternativi per ottenere un buon rendimento dai propri investimenti sostenendo il minor rischio possibile.
In questa direzione, come già successo in passato investire sui cosiddetti beni rifugio (oro, diamanti, opere d’arte, ecc. ), offrono agli investitori un’opportunità alternativa e tangibile.
In tempi di alta e crescente inflazione, l’arte ha funzionato storicamente bene in tutti i settori di mercato.

E' giusto investire oggi in arte contemporanea? E’ un buon investimento? 

Sicuramente sì, visti gli indici riportati dalle fonti ufficiali di esperti del settore.

Oggi l'investimento in Arte ed in particolar modo in Opere d'Arte Contemporanea può essere veramente considerato un investimento che, oltre a rendere nel medio e lungo periodo, può addirittura offrire nel breve periodo altissimi tassi di rendimento se la scelta, risulta azzeccata.

Basti ricordare che gruppi come Microsoft, Deutsche-Bank, Bank of America, Unicredit, Banca Intesa (per rimanere in Italia) sono tra i più grandi "investitori" in Opere d'Arte Contemporanea al mondo, con collezioni tra le più vaste ed importanti a livello planetario.
Le stesse Progressive Insurance, UBS, Goldman Sachs & Co, sono focalizzate nel selezionare opere d'arte contemporanea di artisti internazionali.

I maggiori mercati mondiali d'arte sono senza dubbio New York, Hong Kong e Londra ma il mercato in ogni caso sta divenendo sempre meno "localizzato" e più accessibile a tutti grazie all'avvento delle tecnologie connesse alla rete di Internet. Se guardiamo ai più recenti rapporti sul mercato dell'arte, possiamo vedere che le vendite su scala globale hanno raggiunto i 67,4 miliardi di dollari (The UBS e Art Basel Report per il 2018), continuando un aumento costante e segnando uno dei i periodi migliori dell'ultimo decennio. 

Quanto rende investire in arte?

Investire con un ottica di lungo termine e diversificare permette di stabilizzare su livelli elevati i rendimenti dei propri investimenti nel tempo, cioè di guadagnare potenzialmente molto rischiando poco. Per lungo termine si intende un periodo di almeno 5-7 anni durante il quale è molto probabile che un investimento generi rendimenti superiori a quelli dei titoli di Stato.

La fiscalità dell'investimento in arte 

L'investitore in opere d'arte, in Italia, dal punto di vista fiscale, gode di maggiori vantaggi fiscali rispetto a chi investe nei mercati finanziari o in quelli immobiliari.
I privati, infatti, qualunque sia il guadagno ottenuto dalla compravendita di un'opera d'arte, non pagano tasse sulle plusvalenze.
Le opere d’arte non sono soggette a tassazione: per i privati non esiste l’obbligo di denunciarle nella dichiarazione dei redditi, mentre un’impresa può addirittura detrarre le relative fatture come costi di produzione se le opere sono collocate in un locale di rappresentanza.

La fruibilità dell'investimento in arte 

L'arte rispetto ad ogni altra forma di investimento tradizionale permette al possessore di fruire esteticamente dell'opera. Il piacere di appendere un quadro alle pareti di casa o dell’ufficio e  poterlo contemplare è sicuramente superiore rispetto a possedere il certificato di un titolo azionario o di una seconda o terza casa soggetta a tassazione (e dove magari si hanno problemi con l’inquilino...).

Fernandez Arman - Centre Pompidou