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Opere d'Arte in vendita di Claudio Olivieri
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(Italia, 1934)   Views: 7

Claudio Olivieri nasce a Roma nel 1934.

E' tra i massimi esponenti del movimento della Pittura Analitica.

Trasferitosi prima a Mantova poi a Milano, nella seconda metà degli anni Cinquanta si dedicò alla stratificazione di colore sulla superficie, lontano però sia dalle cupezze tonali e anche esistenziali dei pittori informali. Su questo tenore tenne la sua prima personale (con Enrico Della Torre) alla British School di Londra nel 1959, mentre a gennaio del 1960 espose da solo al Salone Annunciata di Milano. Ma all'avvio degli anni Sessanta, la materia si trasformò in colore e l'interesse si spostò sulla luce come possibilità che filtra sulla superficie. Il suo colore tendeva in questi anni a frammentarsi in segni, e a metà del decennio l'identità tra oggetto-colore e superficie diventò preponderante. Nel 1966 partecipa alla XXXIII Biennale di Venezia.

Nel 1970 si compì la maturazione artistica. La fase segnica era terminata e della preponderanza materica degli anni Cinquanta rimaneva poco o nulla, l'opera restava tuttavia composta da sovrapposizioni di strati visibili solo con adeguata concentrazione. Negli anni Settanta la tavolozza di Olivieri si scurì in un cromatismo cupo che lavorava sul limite minimo della percezione, quello scuro anziché quello chiaro preferito da altri compagni di strada. Tuttavia mescolando il colore ad olio Continua a leggere ...

Claudio Olivieri nasce a Roma nel 1934.

E' tra i massimi esponenti del movimento della Pittura Analitica.

Trasferitosi prima a Mantova poi a Milano, nella seconda metà degli anni Cinquanta si dedicò alla stratificazione di colore sulla superficie, lontano però sia dalle cupezze tonali e anche esistenziali dei pittori informali. Su questo tenore tenne la sua prima personale (con Enrico Della Torre) alla British School di Londra nel 1959, mentre a gennaio del 1960 espose da solo al Salone Annunciata di Milano. Ma all'avvio degli anni Sessanta, la materia si trasformò in colore e l'interesse si spostò sulla luce come possibilità che filtra sulla superficie. Il suo colore tendeva in questi anni a frammentarsi in segni, e a metà del decennio l'identità tra oggetto-colore e superficie diventò preponderante. Nel 1966 partecipa alla XXXIII Biennale di Venezia.

Nel 1970 si compì la maturazione artistica. La fase segnica era terminata e della preponderanza materica degli anni Cinquanta rimaneva poco o nulla, l'opera restava tuttavia composta da sovrapposizioni di strati visibili solo con adeguata concentrazione. Negli anni Settanta la tavolozza di Olivieri si scurì in un cromatismo cupo che lavorava sul limite minimo della percezione, quello scuro anziché quello chiaro preferito da altri compagni di strada. Tuttavia mescolando il colore ad olio a trementina e cera vergine, e distribuendolo in stratificazioni successive con la pistola a spruzzo, Oliveri ottenne sfumature irrealizzabili col pennello che conferivano una propria luminosità al quadro. La difficoltà dell'osservatore nell'individuare un "primo piano" lo invitava a entrare con lo sguardo in profondità, creando un'interazione tra opera e spettatore. Erano gli anni di Geplante Malerei, della successiva personale al Westfälischer Kunstverein di Münster, gli anni delle "Cromie", "Tautocromie" o "Autocromie" a testimoniare fin dal titolo l'autonomia dell'opera. 

Gli anni Settanta furono per Claudio Olivieri molto intensi, partecipò alla X Quadriennale di Roma nel 1973; alla XXVIII Biennale di Milano, nel 1974; nel 1977 a Documenta 6 Kassele infine nel 1980 alla XXXIX Biennale di Venezia, con sala personale.

Negli anni Ottanta, invece, emergono compiutamente quelle che saranno anche le caratteristiche degli anni Novanta e Duemila: alla stratificazione cromatica che aveva generato ombre scure sulle tele, si sostituisce un’estrema trasparenza e luminosità; il colore reagisce alla forza del gesto che lo muove e lo solleva, trascinandolo in vortici che sconvolgono la superficie.

Nel 1986 partecipa alla XLII Biennale di Venezia e per la quarta volta nel 1990 alla XLIV Biennale di Venezia, nuovamente con una sala personale.

Nel 1994 sarà la volta della XXXII Biennale di Milano e nel 1999 è invitato alla XII Quadriennale di Roma.

Tra le personali più recenti ricordiamo "Claudio Olivieri. Luce propria" al Museo Diocesano di Milano nel 2012 e nel 2013 Claudio Olivieri. Opere recenti, al Tesa 105 Arsenale di Venezia.

Claudio Olivieri ha all'attivo più di 250 mostre tra Europa, America e Australia.

Le sue opere fanno parte delle collezioni permanenti di importanti collezioni pubbliche italiane e straniere, tra cui: GAM di Torino, Museo del Novecento di Milano, Gallerie d'Italia di Milano, MART di Rovereto, MAMBO di Bologna, Museo MAGA di Gallarate, Ca'la Ghironda di Bologna e UCLA a Los Angeles.

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